
Questo documentario è dedicato ai Partigiani Alberto Pretese e Luigi Angeli che improvvisamente ci hanno lasciato per andare a raggiungere i loro compagni...a noi hanno lasciato il grande onore di averli conosciuti ed aver potuto ascoltare da chi l'ha vissuta, un pezzo importante della nostra storia. L'unica consolazione è di aver compiuto il documentario a cui tenevano particolarmente, prima della loro scomparsa. Indelebile il ricordo dei loro occhi che brillavano nel vederlo... GRAZIE
Un omaggio ai giovani del ’44 che diedero la loro vita alla patria. A quelli che si salvarono e con tenacia continuano a raccontare alle nuove generazioni. Per non dimenticare, affinché il sacrificio di tanti, non sia vano. “ Le giornate trascorrevano serene, il paese in cui vivevo non offriva nessun divertimento…per me era il paese più bello del mondo…il 10 giugno del 1940 l’Italia entra in guerra!” Il cortometraggio inizia con l’entrata in guerra dell’Italia, si conclude con la liberazione di Tolentino da parte del Battaglione “Buscalferri” e le immagini di un documentario d'epoca dei funerali dei Partigiani morti a Montalto. La trama, ripresa da testimonianze di sopravvissuti, si intreccia con vicende storiche nazionali, ma il tema principale è l’eccidio di Montalto. Tre i momenti salienti ricostruiti: lo scontro dei partigiani con i fascisti e i nazisti a Caldarola, il giorno prima dell’eccidio e la fucilazione, l'attacco ai partigiani di San Liberato.
I giovani attori danno voce ai partigiani, alla popolazione, alle madri, e alle fidanzate che hanno vissuto in prima persona il dramma della guerra… ”La Patria tua è questa: dove il tuo amore spera, dove resisti a questa dura lotta, dove la terra squarciato ha le zolle per nascondere le lacrime del mondo”.
LA TRAMA;
“MEMORIE PARTIGIANE”
seconda guerra mondiale. Luogo:entroterra marchigiano. La vita dei ragazzi di provincia trascorreva serena. Non avevano gradi divertimenti ma erano sereni. Alla sera si riunivano alla casa del podestà per ascoltare la radio e ballare. Quando l’Italia entrò in guerra, la loro vita venne completamente sconvolta. Molti di loro partirono per la guerra, i più giovani rimasero nei loro paesi fino alla nuova chiamata alle armi del febbraio del 1944 delle classi 1924/25. Molti di coloro che dovevano rispondere alla chiamata alle armi decisero di nascondersi in campagna altri di rifugiarsi in montagna con i partigiani; si misero in contatto con il CNL per avviare le trattative con i partigiani. Le trattative furono lunghe perché dei giovani inesperti potevano essere un peso, dopo lunghe trattative, decisero di mandarli in un piccolo paesino: Montalto. Li sarebbero stati addestrati sotto il comando del Tenente Achille Barilatti. Alla fine di febbraio partirono e raggiunsero la loro destinazione. C’era la neve, non erano armati e il cibo scarseggiava ma erano fiduciosi e aspettavano il lancio delle armi da parte degli alleati. Ogni tanto guidati da partigiani esperti facevano qualche piccola azione, una sera arrivò a Montalto il Tenente “Acciaio” con due feriti che chiese a tre ragazzi di sostituirli. Tre volontari si unirono alla formazione e partirono con un autocarro pieno di cibo, coperte e qualche arma verso San Liberato dove c’era un'altra formazione partigiana. Dopo qualche chilometro l’autocarro si affondò, cercando di rimetterlo in strada un ragazzo fece partire accidentalmente una scarica di fucile mitragliatore che ferì due partigiani. Un ragazzo fu mandato a Montalto a prendere una macchina per trasportare i feriti. Gli altri cercarono di rimettere in strada l’autocarro, ci riuscirono e senza aspettare i soccorsi partirono subito per l’ospedale di Caldarola. Giunti al paese trovarono un posto di blocco di fascisti. Presi di sorpresa non riuscirono a difendersi e furono fatti prigionieri. Vennero portati alla sede del comando repubblicano fascista interrogati e picchiati, qualcuno parlò. Il 22 Marzo li fecero salire sull’autocarro e li portarono a Montalto. Uno spiegamento di forze fasciste e tedesche circondò la zona e fece prigionieri i partigiani che alloggiavano in quella zona. Senza processo il comandante fascista decise di fucilarli subito tutti. Si salvarono solo gli ultimi cinque grazie all’intervento di un comandante nazista. Il Tenente Achille Barilatti anche lui prigioniero fu portato a Muccia, non parlò e fu ucciso. Lasciò alla madre una struggente lettera dove diceva di morire per l’Italia libera. I rastrellamenti continuarono i militi arrivarono fino a San Liberato. I Partigiani scapparono difesi da un gruppo che formava una retrovia. Uno fu colpito, altri due tra cui un russo, cercarono di salvarlo ma furono uccisi. Il primo colpito fu ferito ad un polmone, soccorso da tre ragazze, si salvò. La barbara uccisione di tanti giovani colpì tantissimo la popolazione della provincia, alla fine della guerra i corpi furono recuperati e si svolsero i funerali cui presero parte migliaia di persone. Al cimitero di Tolentino è stato costruito un famedio dove riposano tutti insieme. La testimonianza di un sopravvissuto vuole essere un monito alle nuove generazioni.
PER VEDERE IL VIDEO VAI SUI LINK Per averne una copia: info@anpitolentino.it

| |
|
|
| |
|
|
| |
|
Tolentino, presentato il video dedicato ai Martiri di Montalto
Il documentario, intitolato "Memorie partigiane", dura 40 minuti ed è una ricostruzione storica (secondo le regole della fiction tv) dei fatti accaduti in quegli anni.
 Autori e protagonisti del video |
Tolentino - Grande successo, oltre cinque minuti di applausi con tutto il pubblico in piedi, venerdì scorso (17 marzo), alla presentazione del video “Memorie partigiane”: un cortometraggio di circa 40 minuti che racconta con il metodo della fiction le vicende dell’Eccidio di Montalto. “Memorie partigiane”, infatti, nasce con l’obiettivo di tramandare, soprattutto alle giovani generazioni, il ricordo del sacrificio di tanti giovani che nel 1944 diedero la loro vita alla patria. Il filmato non riguarda solo il racconto dei fatti di Montalto, ma mostra l’intero periodo storico di riferimento e si sofferma su ciò che accadde nel nostro territorio. La regia dell’opera è stata curata, con maestria e professionalità, da Laura De Sanctis. Il video si presenta come un insieme di racconti, frutto dei ricordi di chi quei momenti li ha vissuti davvero. Le testimonianze dei giovani attori sono interrotte dalle azioni di lotta, dal ricordo degli addii ai genitori e alle giovani fidanzate, dalla vita in montagna. Il documentario è stato realizzato in tempi strettissimi, grazie alla collaborazione di oltre 60 persone che hanno partecipato con grande passione occupandosi – ciascuno con precisi ruoli – dell’organizzazione generale, della scelta dei luoghi e dei costumi, del reperimento dei mezzi e delle attrezzature, nonché della ripresa video. Regia, soggetto e sceneggiatura sono stati di Laura De Sanctis; l’organizzazione generale di Barbara Olmai; hanno collaborato l’operatore di ripresa Carlo Barabucci, l’assistente di ripresa Riccardo Seri e i fonici di Video Tolentino; i costumi sono stati curati da Giovanna Girali; scenografia, ambientazione, scelta musicale da Laura De Sanctis; montaggio da Carlo Barabucci e Laura De Sanctis; registrazione audio in post produzione eseguita negli studi di Video Tolentino; abiti di Sartoria Militaria, articoli militari Jesi, Sartoria Tulma Tolentino, Centro Teatrale Sangallo Tolentino. I personaggi sono stati Fabio Bacaloni, Alessio Ballini, Federica Ballini, Lorenzo Barabucci, Marco Battilà, Nazzareno Bellesi, Laura Cannara, Paola Cannara, Riccardo Cespi, Claudio Cicconi, Alessandro Del Bello, Antonino Di Paola, Romano Fabrizi, Francesco Maria Fede, Marco Ferranti, Riccardo Fiacchini, Alija Gallenzi, Francesco Giovagnoli, Stefano Grattini, Umberto Magrini, Francesco Marilungo, Massimo Maselli, Francesco Massi, Giulia Merelli, Barbara Olmai, Riccardo Pallotta, Alessandro Paolucci, Vittorio Paolucci, Moreno Passarini, Francesco Pellegrini, Roberto Pignataro, Diego Pinciaroli, Paolo Quacquarini, Enrico Riccioni, Matteo Romagnoli e con l’amichevole partecipazione di Gian Paolo Valentini. “Memorie partigiane” è un video fortemente voluto dall’Anpi di Tolentino, dalla Comunità montana dei Monti azzurri di San Ginesio, dal Comune di Tolentino e realizzato con il patrocinio dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Macerata. (com)
22/03/2006
|
|
|
|
|
|
|